La fine
La fine
Opera prima, molto premiata, del giovane Italo-Americano Salvatore Scibona in cui si intrecciano le storie di tre generazioni di italiani emigrati, ambientata negli anni cinquanta a Cleveland (Ohio). La storia si svolge in un solo giorno, il 15 agosto 1953, festa dell’Assunta nel quartiere italiano di Elephant Park (Ohio): gente di ogni tipo e colore festeggia per le strade e segue la processione della Vergine tra bancarelle ambulanti, cibarie, bambini che giocano. Partendo da questo luogo un fornaio, una anziana vedova abortista, una sarta e suo marito, un gioielliere e un adolescente intrecceranno le loro vite e il loro passato. La notizia della morte in guerra di uno dei suoi figli costringe il fornaio a chiudere, per la prima volta, il suo negozio. L’uomo non vuole credere a questa notizia, accetta uno strano invito a pranzo della vedova, che in realtà nasconde altri intenti e da questo episodio si dipana la storia. L’obiettivo di questi “oscuri personaggi” è capire chi sono, trovare il senso della vita e quindi la loro identità più autentica: una frase per tutte…” se riuscissi a comprendere un solo attimo riuscirei a comprendere il tutto”.., come fosse possibile alla fine di questo percorso trovare la pace.
La storia và avanti nel tempo, poi torna indietro e talvolta questo movimento temporale rende faticosa la lettura; i personaggi si incontrano, si sfiorano, nascondono storie anche violente, forse anche un delitto, che si intuiscono o spesso rimangono sconosciute .
Libro che sicuramente vuol esprimere molte cose, nella ricerca di se stessi e della propria identità. Nonostante la lunghezza del testo, però, l’approfondimento dei personaggi non è sufficiente a farci condividere sentimenti ed emozioni reali. Un autore sicuramente interessante ma non ancora maturo. (Loredana Mancuso).
Maurizio Bartolucci
sabato 7 gennaio 2012