Kafka e i fantasmi del ‘900

 

In scena al teatro Vascello fino al 15 gennaio un adattamento del romanzo "Il Processo" di Franz Kafka. Una prova interessante per la regia di Andrea Battistini con un valido gruppo di attori in scena. Il romanzo scritto nel 1914 giunse nel 1920 nelle mani di Max Brod, amico di Kafka che lo valutò come la più grande opera dello scrittore. Brod esaminò il manoscritto e, contrariamente alla volontà dell'autore, lo pubblicò una decina di anni più tardi. Il protagonista, Josef K. è un funzionario di banca. All'improvviso, due uomini si presentano nella pensione dove alloggia per arrestarlo. K scopre così di essere oggetto di un surreale processo, pensa ad un errore ma la macchina processuale, cervellotica e irrazionale, si mette in moto ed egli non riuscirà più a fermarla. La condanna è inevitabile e la pena sarà la morte. Il signor K. muore, dunque, in conseguenza di una condanna inflittagli da un tribunale che non gli ha mai comunicato quali sono i reati di cui è chiamato a rispondere e gli ha impedito in sostanza di difendersi. E la sua esecuzione, ordinaria e banale, verrà messa in atto senza nessuna emozione. Una agghiacciante parabola della storia del novecento, per molti versi profetica e anticipatrice della oscura violenza che i regimi dittatoriali metteranno in atto negli anni successivi utilizzando in modo appunto "banale" una feroce burocrazia. Bellissime le scene "carcerarie" di Carmelo Giammello, le maschere, i costumi e il sottofondo musicale. Da vedere. 


Maurizio Bartolucci

lunedì 9 gennaio 2012

 
 

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