Il Miele di Carlo Levi

 

“Tutto il miele è finito” nasce da una serie di appunti, che l’autore ha raccolto durante due viaggi in Sardegna, il primo nel maggio del 1952 e il secondo nel dicembre del 1962, rielaborati in una prosa intensa. E’ quasi un libro di memorie in cui i ricordi, le sensazioni e le esperienze si sovrappongono come se fosse un unico viaggio, e l’autore non rinuncia a partecipare ed a comprendere le persone che incontra, spesso semplici, umili e in difficoltà: pastori, contadini e minatori.

La partenza dei due viaggi è sempre da Cagliari e l’autore in parte ripercorre il viaggio compiuto da una altro scrittore: D.H.Lawrence. Si prosegue nell’interno con soste più o meno lunghe a Carbonia, Iglesias, Orune, Oliena, Orgosolo fino ad arrivare, nel secondo viaggio, al nord e al mare: e qui Levi quasi intravede il futuro rumoroso e a tratti devastante del turismo incombente.

Si riscoprono paesi e paesaggi in cui la natura quasi arcaica si fonde con il popolo, che racchiude nel suo viso la fierezza di un tempo che si perde nella notte dei tempi: ma la Sardegna non è una terra senza tempo, ferma ma come dice l’autore…”qui nell’isola dei Sardi, ogni andare è un ritornare”: e nel ritornare si percepisce la trasformazione, il cambiamento. E la diversità si mostra in una realtà diversa e feroce come quella delle miniere di carbone, dove Carbonia …”è un’isola di terra dentro la Sardegna”..: città artificiale, di nascita mussoliniana, case tutte uguali, squallide: simbolo di una povertà espressa da un proletariato che parla tutti i dialetti d’Italia e vive in condizioni di estrema privazione, con la speranza di un futuro migliore ( che non ci sarà…) dovuto alle possibilità del carbone.

Naturalmente ci sono anche il nuraghe con i suoi misteri, le sue antiche magie, gli animali come le cornacchie, chiamate Oliena e Orune, che racchiudono nei loro corpi tutto il legame con la terra, e riti come l’arrostimento del capretto allo spiedo: e poi ancora il brigantaggio che ritorna con i suoi legami sociali e naturalmente lo Stato vissuto spesso come un nemico sempre pronto a colpire e non a capire.

E alla fine il titolo che fa riferimento ad un “attitos” sentito ad Orune, paese di poeti: il canto narra la scomparsa di un giovane considerato il miele dalla famiglia e con la sua morte …”tutto il miele è finito”.


Loredana Mancuso

venerdì 13 gennaio 2012

 
 

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